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Cura Sperimentale Alopecia

Il campo della medicina, grazie alla ricerca, è sempre in continua evoluzione. Nuove cure vengono scoperte ogni giorno per combattere le diverse patologie che affliggono il nostro organismo. Si sente spesso parlare di ricerche contro tumori o leucemie che importanti centri stanno portando avanti con l’obiettivo di debellare questi mali. Anche sul tema dell’alopecia grandi passi avanti si stanno avendo in questi ultimi anni. Avete mai sentito parlare ruxolitinib? Questo farmaco contiene una molecola di solito utilizzata per la cura delle malattie del sangue.

Torna a far parlare di se proprio in questi ultimi mesi. Infatti, è apparso sulle pagine della rivista Nature Medicine, un articolo riguardante i risultati ottenuti nel corso di uno studio americano condotto da un gruppo di ricercatori della Columbia University Medical Center che prevedeva proprio l’utilizzo del ruxolitinib. I coordinatori di questa ricerca, il dottor Raphael Clynes e la dottoressa Angela Christiano, hanno individuato una cura che potrebbe risolvere il problema dell’alopecia.

Tutti sanno che l’alopecia è una malattia che colpisce il cuoio capelluto comportando la perdita irrimediabile dei capelli. Si è cercato di curare l’alopecia con i farmaci ma, fino ad ora i risultati sono stati poco convincenti. Interrompendo l’assunzione dei medicinali, infatti, il problema ricompariva.

nuova cura sperimentale alopecia

Con questa ultima scoperta sembra, però, che le possibilità di guarigione siano molto elevate. I soggetti volontari sottoposti alla cura hanno potuto assistere, secondo quanto si dice nell’articolo, alla ricrescita quasi completa dei propri capelli nel giro di 4-5 mesi. Lo studio nasce dall’esigenza di curare una malattia che affligge il 2% della popolazione, sia maschile che femminile. Studiando le cause legate all’alopecia gli scienziati hanno individuato una categoria di immunosoppressori, chiamati inibitori della chinasi, in grado di migliorare le condizioni dei bulbi piliferi ammalati. Il ruxolitinib viene generalmente utilizzato per la cura della mielofibrosi ma, sembra essere efficace in casi di alopecia.

La cura non solo consente la ricrescita dei capelli in tempi brevi ma, cosa importantissima, capelli e peli, dopo l’interruzione della cura, non cadono come avviene con l’uso di altri farmaci che sono efficaci solamente fintanto che vengo assunti.

Gli studi sono ancora in fase di analisi e sperimentazione ma, gli scienziati sono ottimisti. Lo stesso dott. Clynes, afferma riguardo all’uso del ruxolitinib:

avrà un eccezionale impatto positivo sulla vita delle persone affette da questa malattia”.

La questione dell’alopecia ha un impatto forte su quanti ne sono affetti e come dice la dottoressa italiana Angela Christiano, scienziata coinvolta nella ricerca:

“l’alopecia non è solo un disturbo estetico, i pazienti soffrono profondamente ed i nostri risultati sono un passo significativo per risolverlo”.

Fino ad ora, nei casi più gravi di alopecia, l’unica soluzione realmente efficace è stata quella del trapianto di capelli (detto anche auto trapianto). Con questa nuova cura sperimentale, si spera si riesca a combattere definitivamente la malattia.

L’unica “controindicazione” ad oggi è il costo. Per una cura con questo farmaco si stima un costo tra i 7000$ e i 9000$ al mese.

Ci si augura che, dopo la fase sperimentale e la conseguente conferma della reale efficacia di questo farmaco contro la caduta dei capelli, i prezzi diventino più accessibili anche per la massa.

Se ti va di approfondire l’argomento puoi leggere l’intervista fatta all’ANAA (Associazione Nazionale Alopecia Areata) alla dottoressa Antonella Tosti.

Nuova Cura per il 2016: Un farmaco in arrivo dal Dottor Brotzu

E’ notizia recente che il dottor Brotzu Giovanni, mentre testava un nuovo farmaco per la cura dei problemi di circolazione sanguigna nei diabetici abbia avuto riscontri positivi anche nella cura dell’alopecia (nelle sue varie forme, tra cui la calvizie). Questo farmaco è in fase di test e sta avendo buoni riscontri. Pare sarà commercializzato nel 2016 da un’azienda farmaceutica italiana. Al momento stiamo raccogliendo il materiale e preparando un’intervista con il dott. Brotzu.

AGGIORNAMENTO DEL 30/01/2016: Abbiamo pubblicato l’intervista al dottor Giovanni Brotzu.