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Nuova Cura Alopecia: Un Farmaco In Arrivo Nel 2016 Per Curare l’Alopecia Scoperto dal Dottor Brotzu

I percorsi medici ed i trattamenti clinici per la cura dell’alopecia hanno fatto, nel corso degli ultimi anni, veri e propri passi da gigante e diversi medici hanno intrapreso vere e proprie sperimentazioni per cercare di intervenire su una patologia per quale ad oggi non esistono cure dall’esito sicuramente positivo, l’alopecia. Si tratta di una malattia genetica autoimmune, non infettiva, che colpisce mediamente il 2% della popolazione mondiale, indipendentemente da età, sesso o colore della pelle ma anche da abitudini alimentari e personali. Il suo decorso, considerato il fatto che si manifesta in forme diverse, può essere imprevedibile ma comporta in tutti i casi la caduta di peli o capelli che può arrivare, nelle forme più serie, alla totale perdita. Alopecia è un termine di derivazione greca, è infatti legato alla parola alópex, che significa volpe, considerato il fatto che la perdita di capelli avviene in maniera similare alla muta primaverile della volpe, ovvero a chiazze. Oltre alle modificazioni dal punto di vista estetico dunque, l’alopecia ha conseguenze dal punto di vista psicologico, provocando insicurezza, perdita di fiducia, imbarazzo che possono evolvere in veri e propri stati depressivi.

Il dottor Giovanni Brotzu

Sono molti i fattori che concorrono nello scatenare l’alopecia e non è stato ad oggi ancora possibile individuare un singolo fattore scatenante come accade per altre malattie. La cura dell’alopecia nel 2015 non ha portato a risultati universalmente positivi anche se diverse sono state le strade intraprese per cercare se non di arrestare, almeno di limitare le conseguenze legate a questa patologia.

Tra le più interessanti vi è quella di Giovanni Brotzu, nato nel 1934, una laurea conseguita nel 1958 in medicina presso l’Università di Cagliari e una ricca esperienza con alle spalle innumerevoli viaggi all’estero, in particolare in Svezia, Francia e Stati Uniti, per frequentare scuole di specializzazione e stage ma anche per fare esperienza; figlio di Giuseppe Brotzu, scopritore delle cefalosporine, una nuova classe di antibiotici, con alle spalle un’intensa attività politica nelle vesti di Presidente della Regione Sardegna e di primo cittadino di Cagliari, oltre ad un complesso ospedaliero cagliaritano che porta il suo nome, Nanni, come è meglio conosciuto suo figlio, ha la medesima stima del madre. Medico, professore e ricercatore, è tra i fautori di una nuova metodologia per la cura dell’alopecia, attraverso una sorta di preparato per la cura dell’alopecia androgenetica, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista ‘Dermatologo’.

Quella che potrebbe rappresentare la strada per la cura dell’alopecia nel 2016 è nata in seguito ad alcune ricerche sul diabete, la cui prima conseguenza è il restringimento dei capillari nota come stenosi, che non permette ai globuli rossi di passare, andando ad irrorare le zone periferiche del corpo. Tra le diverse conseguenze vi è anche la caduta dei peli delle gambe, qualora la microcircolazione non venga rapidamente riattivata.

Il team di lavoro del professor Brotzu ha provato ad iniettare una sostanza nota come PHE1 in endovena all’interno di molecole di grasso, permettendole in tal modo di raggiungere le cellule dei capillari e riattivarle, consentendo ai peli di ricrescere e alle ulcere provocate dalla stenosi di guarire in temi rapidi. Un preparato che aveva dunque le carte in regola per essere utilizzato sulla cute per tentare di fermare la caduta dei capelli. Il team di lavoro ha utilizzato preparati imperfetti, ovvero non utilizzabili per i trattamenti legati al diabete, con interessanti risultati in termini di riduzione della caduta dei capelli.

 

Insomma da un incidente di percorso per la cura della microangiopatia diabetica è stato possibile dar forma ad una possibile cura della calvizie. Dalla prima scoperta si è passati in fase successiva, alla sostituzione della PGE1 con la DGLA; si tratta di un acido, la cui presenza è riscontrabile in molti olii essenziali, utilizzato dal dottor Brotzu per creare una lozione spalmabile che può rappresentare la grande novità per la cura dell’alopecia nel 2016. E’ sufficiente spalmarla perchè venga assorbita dalla pelle attaccandosi alle cellule endoteliali e trasformandosi, attraverso una reazione chimica naturale, nel principio attivo PGE1.

Un colpo di genio che ha portato alla creazione di un cosmetico da spalmare a partire da un farmaco per il diabete. Insomma il preparato realizzato dal chirurgo vascolare, insieme alla sua equipe, potrebbe rappresentare dunque la risoluzione definitiva alle problematiche legate all’alopecia, calvizie comune (androgenetica) compresa ma anche il telogen effluvio e l’alopecia areata.

Il farmaco per la cura dell’alopecia dovrebbe essere messo in commercio entro il secondo trimestre del 2016 e potrà essere acquistato senza prescrizione medica. Tutto grazie a diversi anni di ricerca del professor Brotzu, nel tentativo, riuscito, di trasformare un prodotto nato come farmaco in un cosmetico.

AGGIORNAMENTO DEL 30/01/2016: Abbiamo pubblicato l’intervista al dottor Giovanni Brotzu.

AGGIORNAMENTO DEL 30/06/2016: Abbiamo ricontattato il dott. Brotzu e la FIDIA. Di seguito gli aggiornamenti.

A quando la commercializzazione del nuovo farmaco per la cura dell’alopecia?

Stiamo ricevendo numerose email di contatto per avere informazioni sulla commercializzazione del farmaco qui descritto. Nell’intervista al Dott. Brotzu si prospettava infatti un rilascio entro il primo semestre del 2016, ma evidentemente (e giustamente) i tempi sono più lunghi del previsto in quanto bisogna effettuare test clinici approfonditi (e che lavorino su un campione significativo di persone).

Il prof. Brotzu in un recente contatto ci dice che “Io sto eseguendo una ricerca in pazienti con alopecia areata e totalis mentre la FIDIA sta eseguendo un test a Milano sull’alopecia androgenetica. Penso che la Fidia metterà in commercio la lozione al termine del test di Milano, ma non ho informazioni precise. Chiedete alla Fidia. Cordiali saluti, Brotzu

Così abbiamo chiesto delucidazioni alla FIDIA, l’azienda appunto che sta testando il farmaco e che si occuperà della futura vendita ed immissione nel mercato. Non abbiamo ancora una risposta ufficiale pertanto non pubblicheremo informazioni che potrebbero essere non veritiere. Ci confermano comunque quando detto dal dottor Brotzu, ovvero che è in corso una sperimentazione clinica del farmaco e che potrebbero essereci nuovi sviluppi per la fine dell’anno 2016.

Non appena avremo aggiornamenti in merito li pubblicheremo su questa pagina. Preghiamo i gentili lettori di non contattare la redazione per chiedere informazioni sulla vendita del farmaco perchè non abbiamo nessuna informazione o contatto da inviarvi. Grazie per la comprensione.