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Alopecia Areata

alopecia aerataL’alopecia areata, che in origine era chiamata Area Celsi, è una patologia che comporta la perdita rapida di capelli ed altri peli del corpo, come quelli di torace gambe e petto e, nei casi più gravi anche di ciglia e sopracciglia. La caratteristica di questo tipo di alopecia è che si presenta a chiazze glabre, prive di peli, e non con un diradamento omogeneo come nell’alopecia psicogena e nella calvizie o alopecia androgenetica. Solitamente la perdita di capelli regredisce spontaneamente ma, in rari casi, circa nell’1% dei pazienti, l’alopecia areata diventa totale o addirittura universale.

Tipi di alopecia areata

Esistono, infatti, differenti classificazioni dell’alopecia areata:

  • Alopecia Areata monolocularis: si manifesta in una sola e circoscritta area del cuoio capelluto.
  • Alopecia Areata multilocularis: si presenta in più punti del capo sempre sotto forma di chiazze glabre.
  • Alopecia Totale: coinvolge l’intera area del cuoio capelluto.
  • Alopecia Universale: è la manifestazione più grave e porta alla perdita di capelli e peli in tutto il corpo, incluse le zone pubiche, le ascelle, le ciglia e le sopracciglia, oltre che gambe e braccia.
  • Alopecia Barbae: comporta la perdita esclusivamente dei peli della barba.
  • Alopecia Areata Ophiasis: coinvolge solo determinate zone del cuoio capelluto come quella posteriore, da un orecchio all’altro, e quella frontale.

Abbiamo visto come viene classificata l’alopecia areata in base a come si presenta. Esiste un’altra classificazione legata alla fase di insorgenza:

  • Tipo comune: si manifesta in giovane età, adolescenza o addirittura infanzia. Questo tipo di alopecia areata è curabile.
  • Tipo autoimmune: insorge dopo i 40 anni ed è associata a malattie autoimmuni, cioè quelle malattie in cui il sistema immunitario, che ha come scopo quello di difendere e proteggere l’organismo da virus e batteri, attacca per errore i follicoli, cioè quelle strutture da cui nascono i capelli e i peli.
  • Tipo ipertensivo: si presenta su pazienti affetti da diatesi ipertensiva e, se non curata può sfociare in alopecia totale.
  • Tipo atopico: anche questa forma si manifesta in età infantile ma, in questo caso, la perdita di peli e capelli è definitiva e senza soluzione.

Cause dell’alopecia areata

Le cause dell’alopecia areata sono ancora in fase di studio ma, grandi passi avanti si stanno facendo in questi ultimi anni. Di recente uno studio sembra confermare quanto fino ad ora si era solo supposto e cioè che questa patologia ha origini genetiche. Dalle analisi portate avanti dagli studiosi, sembra che la causa dell’insorgere della patologia sia riconducibile a ben otto geni, alcuni dei quali sono legati ad altre malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il diabete di tipo 1 e la celiachia.

Gli studi sono ancora in atto e restano da valutare altre strade:

  • Tullio Cainelli, Riannetti Alberto e Rebora Alfredo nel loro testo Manuale di dermatologia medica e chirurgia parlano dell’alopecia areata come una patologia immunopatologia, cioè dovuta ad una reazione immunitaria anomala che porta al mal funzionamento dei follicoli piliferi.
  • Altri collegano l’alopecia areata alla genetica. Infatti sembra presentarsi in soggetti predisposti a livello genetico, con casi della stessa malattia in famiglia.
  • Un’altra ipotesi sembra essere legata alla quantità di ferro presente nel corpo umano. Questa strada è ancora da vagliare. In casi di alopecia femminile, però, tali collegamenti sono stati verificati ed accertati. Quindi la carenza di ferritina non è da escludere come causa dell’alopecia areata.
  • In molti parlano dello stress come causa dell’insorgere di questo tipo di patologia. In realtà questo stato psicologico è considerato un’aggravante e non una causa vera a propria. Nel caso di alopecia psicogena, invece, sembrerebbe che sia proprio lo stress a scatenare i sintomi della malattia.

Facciamo attenzione, però, a non confondere l’alopecia areata con l’alopecia androgenetica. L’alopecia areata non è una vera e propria caduta di capelli a cui sono soggetti molti uomini e donne.

Davanti al diradamento esteso dei capelli si parla di alopecia androgenetica. Inoltre nell’alopecia areata i tempi sono ristretti, nel giro di qualche mese si assiste alla comparsa di chiazze glabre, cioè senza capelli, sul cuoio capelluto. Consideriamo anche che nel primo anno dall’insorgere della malattia c’è un’elevata percentuale di guarigione, fra il 34 e il 50%. La tempestività d’intervento e di diagnosi sono fondamentali per arrestare l’avanzare della malattia.

Questa patologia è reversibile cosa che non si può dire dell’alopecia androgenetica dove la caduta dei capelli è legata all’atrofizzarsi del bulbo pilifero, fenomeno irreversibile. Al momento non esiste una cura per l’alopecia areata, soprattutto per quella totale o universale. Farmaci specifici sono in grado di controllare la malattia e di risolverla ma solo temporaneamente. I rischi sono quelli che le chiazze tipiche dell’alopecia areata ricompaiano dopo il termine delle cure mediche. Quindi, seppur curabile i rischi di recidiva, cioè del ripresentarsi della malattia, sono elevati.

È da tenere presente che l’alopecia areata:

  • non è causa alcun dolore fisico
  • non è contagiosa ma solo ereditaria
  • non è associata a disturbi di altro tipo ma, il soggetto affetto da alopecia areata ha maggiori probabilità di contrarre malattie come quelle della tiroide, eczema atopico, riniti allergiche o asma.

A differenza delle altre manifestazioni di alopecia, per quella areata si sconsiglia l’autotrapianto a meno che non si intervenga su una chiazza stabilizzata dal tempo.

Intervenire su soggetti in cui l’alopecia areata è attiva comporta il rischio di peggiorare la situazione a causa dell’impatto traumatico che avrebbe l’intervento chirurgico sul cuoio capelluto.

Si consiglia, invece, di intervenire con dei rinfoltimenti non chirurgici come le protesi. Queste si adattano perfettamente al cuoio capelluto e, se di buona qualità, sono assolutamente simili ad una capigliatura naturale. Inoltre, se la scelta del parrucchino non soddisfa il paziente, resta la possibilità della pigmentazione tricologica. Non è altro che una colorazione permanente che copre la chiazza glabra nascondendo la calvizie. Le opzioni sono diverse e differentemente efficaci per consentire al paziente di convivere con la malattia senza traumi psicologici.